sábado, 21 de junho de 2025

XII Domenica Comune - Siamo "discepoli vincitori" di una "causa persa"!

A differenza di molti pastori ciarlatani che promettono ai loro seguaci “prosperità e successo”, Gesù ci invita a portare la propria croce e a seguirlo. Non nasconde il gioco, non inganna e non illude i suoi seguaci. Siamo discepoli di una causa “persa”, in cui il Maestro viene sommariamente eliminato come eretico e sovversivo dall’élite della religione ufficiale. La Chiesa di Gesù, spesso, anche oggi, cerca di negoziare e fare accordi con i signori di questo mondo per essere preservata ed essere protagonista nei vertici globali. La paura di una possibile persecuzione o di essere isolata la fa rinunciare alla sua radicale fedeltà al crocifisso e ai crucificati di questo mondo! L’eccessiva preoccupazione per l’avanzata di altre chiese, e la necessità patologica di vantare forza quantitativa, sembra segnalare che essa ha paura di essere una minoranza, di perdere prestigio e di fallire. Non è quello che è successo al suo fondatore? Perché avere paura? Gesù, pur sapendo che le aspettative della massa e del leader del suo gruppo era quella di un “messia” investito di potente forza militare, ci ammonisce che non c’è cambiamento radicale e nessun Nuovo Regno, senza croce e senza martirio. Mai, come oggi, l’invito di Gesù rimane valido: “Chi vuole seguirmi carichi la sua croce, e venga dietro a me!”. 

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